Esce il numero 1 e non è un pesce d’aprile!

L'ultimo dei Buendìa  /   /  Di Paolo Patui

Abbiamo pensato che ci fosse bisogno di un po’ di coraggio nell’affrontare temi e argomenti; che servisse uno spazio di confronto e di discussione su ciò che questa terra a nord est è capace di offrire e di proporre in campo culturale. Questa regione è ricca e prospera di pubblico e di lettori, di cinefili e di musicanti, di poeti e di scrittori, di creatori di eventi e di inventori di teatro. Ma a volte non lo sa; oppure a volte non è sinergica; altre volte è attratta solo da ciò che appare ammalato di gigantismo; c’è però anche una rete fitta, minuta e meno visibile di proposte e di attività che inventa, propone, produce e che ha bisogno di luce. Altre domande affiorano: questo quantitativo importante e invidiabile di attività culturali che effetto ha su noi abitanti di questa regione? E’ davvero capace di renderci più ricchi (di spirito certo, ma non solo) e felici, più autonomi e indipendenti nel pensiero, più aperti al mondo e alle sue esistenze? E questo accerchiamento di iniziative culturali ci rende davvero più capaci di accettare consigli, bisbigli, punti di vista diversi e non ossequiosi? E abbiamo sempre e ancora voglia di sondare il territorio, di cercare e trovare quell’anima inquieta che guida la mente e la mano di un poeta o di un artista, di una persona insomma che vorrebbe spargere lontano qualcosa di sé e che invece è costretta entro limiti piccoli e forse insignificanti?
TamTam nasce da queste domande, cerca alcune delle possibili risposte, aspetta i contributi, le idee, le osservazioni di chi percepisce questi bisogni; di chi vuole una terra felice della propria capacità creativa, consapevole di esserlo, vogliosa di capire le utilità e i bisogni di una cultura aperta a tutti e lontana da produzioni massificate e mercificate.
Sul numero zero, uscito on line su questo sito, un primo tema di dibattito; su questo numero uno cartaceo un altro; nei prossimi numeri altri temi ancora, affrontati da collaboratori diversi per età, ruolo, modalità e sensibilità culturali. Eppure vi è in tutto questo un risultato finale fatto di risonanze e di affinità. Tamtam è questo spazio libero e curioso. E’ questo luogo che osserva e dice. Che aspetta echi e risposte con cui confrontarsi. Siamo il TamTam delle storie e delle passioni. Non si vince niente perché non è un concorso, ma si sta meglio, a scrivere, a leggere, a proporre pareri, a ascoltare risposte.

I contenuti del primo numero di TamTam, in edicola da venerdì 1 aprile.

Altan per TamTam

TAMTAM numero 1

Questo è il primo numero. E speriamo di smentire chi scommette che sarà anche l’ultimo, perché: “chi può compare un giornale di approfondimenti culturali?”

Paolo Patui

La giornata dei non anniversari

Sarebbe bello creare una giornata dei “non anniversari” e riunirsi, così, senza bandi e senza commissioni, lontani da dirette tv o presidenti che portano i saluti. Che atto di libertà meraviglioso poter festeggiare in questo modo Pasolini o il terremoto del ’76.

Mauro Daltin

La prima volta di Galileo

Perché mai limitarsi a celebrare i grandi eventi nelle ricorrenze istituzionali? Diventa una frenesia che perde di vista la vita, unica grande ispiratrice di letteratura, poesia e conoscenza, alla quale si vuole contrapporre qui tutto il resto.

Angelo Floramo

Anniversari strike?

Ricordare è un necessario segno di umanità, a patto che la memoria sia determinata da noi e non dalle mode o dal social network.

Paolo Patui

Il poeta dall’aria dolcemente lunare

Nell’agosto di vent’anni fa ai Colonos andarono in scena i Turcs con la regia di Elio De Capitani e poco prima debuttò a Chiusaforte uno spettacolino che voleva portare un poeta tra la gente, in una situazione nuova. Nacque così l’esperienza dei Cercaluna.

Paolo Medeossi

Un maestro: Amedeo Giacomini

Son passati due lustri, nove fiate più una già appresso era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, da quando uno dei più grandi poeti friulani si è spento. Amedeo Giacomini

Silvia Polo

Siamo degli inquieti, dei vagabondi

Amedeo Giacomini parlando di David Maria Turoldo si riferiva anche a sé. E aggiungeva: “Siamo, in parole povere, degli inquieti, dei vagabondi che girano dentro quei cerchi concentrici che sono l’Io e il Mondo, cerchi che mai si disgiungono”.

Milio Bortolus

Ricordi di una infanzia piena di guerra, senza, per fortuna, averla mai vista

Maladeta la vuera! Malèdett a’ uerra! Per me, nato nel cinquantatrè, sul confine orientale d’Italia, da un papà napoletano e una mamma friulana, questo è stato il mantra, o meglio il tormentone, con il quale i grandi salmodiavano ad ogni occasione di incontro

Vanni De Lucia

“Sognatrice rapita”

Allegra Castelli è alle prese con “un cuore” rapito da una visione: un quadro ottocentesco di Filippo Giuseppini, “Il Diluvio”, visibile ai Civici Musei di Udine. La Signorina Snob di TamTam risponde ricordando l’esempio virtuoso dell’acquisto dell’opera.

Allegra Castelli

Una bruciante folata di gelo

Anno dopo anno aspetto e cerco questa bruciante folata di gelo nella giornata estiva della festa, e ringrazio (ma chi?) per questa sensazione di dolce violenza.

Linda Ross (lettrice di Tam Tam on line)

Carolina Invernizio, a 100 anni dalla sua sepoltura (e non da viva)

Carolina Invernizio (1851-1916) era considerata da Antonio Gramsci “l’onesta gallina della letteratura popolare”. Tamtam_Gossip con Elena Commessatti/Allegra Castelli va alla ricerca della sua identità: gotica e nera, vera e mefistofelica.

Elena Commessatti

La tela di Portis

Il ragno Agenore è l’unico abitante di un paesino sopra Venzone, abbandonato dopo il terremoto del ‘76. Entrando nelle scarpe abbandonate, scopre storie e racconti. La sua quiete viene sconvolta dall’arrivo di due ragazzini.

Alessandro Venier

Mittel-Santana

Venticinque anni fa il Mittelfest nacque a Cividale in piena euforia da post-caduta del Muro dando ampio spazio a Kafka, Roth, Havel e compagnia bellissima. Ora per aprire il festival arriva Carlos Santana, uno degli eroi di Woodstock 1969. Perché?

Odette Pannetier

Chi ha paura degli oggetti intelligenti?

Cos’è l’intelligenza artificiale? Difficile dare una spiegazione, nonostante tutti ne possediamo almeno una, che teniamo in tasca. È di questo che un gruppo auto-organizzato di studenti del Manzini si occupa.

Veronica Narduzzi

Un pugno nello stomaco

In questi giorni festeggio il quasi anniversario del mio primo incontro con l’opera di Isidre Nonell, pittore e disegnatore catalano d’inizio Novecento. Commemoro l’incasso di un pugno nello stomaco.

Maria Aldrigo

Con i Nirvana in via della Madonnina

A Muggia erano appena duecento i fortunati che assisterono all’esibizione dei Nirvana di Kurt Cobain.

Anna Dazzan

Lettera aperta

Un giorno ti alzi, fai colazione, vai a scuola, torni a casa e fai così anche il giorno dopo e quello dopo ancora. Ed ecco che appena varchi la porta di casa risuona tra le mura quella domanda che quotidianamente non può mancare: “com’è andata a scuola?”

Chiara Gazziero

La ricostruzione anonima

Ricordare la ricostruzione del Friuli post terremoto significa ricordare la più straordinaria stagione nel rapporto fra lavoro intellettuale e politica del nostro passato, senza paragoni in Italia e probabilmente in Europa.

Giovanni Vragnaz

La bellezza del biliardo

Lo scrittore Piero Chiara dedicò a Cividale un racconto intitolato “La bellezza del vivere” ricordando il caffè Longobardo, le lunghe ore della notte trascorse in sfide appassionate al tavolo del biliardo tra chiacchiere e battute, assaporando il dolce gusto della vita.

Milio Bortolus

Venere e lo scrittore

C’era uno scrittore che, in estate, invece di rosolarsi al sole sulla sabbiadoro di Lignano, preferiva mettersi all’ombra d’un bar lungo la spiaggia. A un tavolino del Gabbiano sistemò l’Olivetti 32 e lì Giorgio Scerbanenco scrisse “Venere privata”, nella torrida stagione del 1966.

Milio Bortolus

La Tigre e il Toro

Il pugile triestino Tiberio Mitri era nato il 12 luglio 1926 (novant’anni fa), finì malissimo la sua vita nel 2001. Dopo aver smesso di combattere, fece anche l’attore. Sbagliò tanto, certamente, ma riuscì anche a scrivere una splendida autobiografia, vera come la sua vita spericolata.

Paolo Medeossi

Tin Tin e la ricorrenza della pausa

Il suo nome Tin Tin risuona ancora nelle case del paese. Era un uomo piccolo esile e taciturno. Lo si vedeva raramente, impegnato com’era nella sua principale occupazione: il riposo. Un’attività a cui aveva dato la valenza della ricorrenza, era stata una conversione improvvisa

Gigi Maieron

About the Author

Paolo Patui insegna pur avendo ancora molto da imparare; legge e scrive LeggerMente e senza esagerare. Spera di non diventare famoso. Soprattutto dopo morto.

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