Happening lunare con Chisciotte e paparazzo

Estasi  /   /  Di Odette Pannetier

Nei giorni scorsi la Luna, anzi la Superluna, ha fatto notizia, grazie alla sua vicinanza alla Terra, al plenilunio, alla forte luminosità e così via. Sempre lei, insomma, come sempre. Finalmente più di qualcuno ha così sollevato almeno per un attimo gli occhi dall’ipad e ha guardato nel cielo scoprendo una cosa strana, insolita. Ma come si chiama? “Luna. Ah già, ne ho sentito parlare. Mia nonna la citava spesso nelle sue fiabe”.

La Luna non passa di moda e ogni tanto dà ancora la sua timida zampatina, risvegliando sentimenti e ardori dimenticati. E fa ricordare uno strano incontro avvenuto nell’estate di venti anni fa, 1996, nella piazzetta di Campolaro a Chiusaforte. Ecco come ne riferì Maria Carolina Terzi in un articolo apparso sul Gazzettino:

Circa duecento persone hanno assistito a un’estemporanea di poesia, pittura, canzoni e molto altro ancora, organizzata da un gruppo di amici ossessionati dalla ricerca della Luna. A Pierluigi Cappello, poeta residente a Tricesimo e originario di Chiusaforte, un giovane dall’aria dolcemente lunare, è spettato il compito di trarre le file dell’happening: un suo scritto ha così cercato nei meandri del passato il modo dei poeti di inneggiare alla Luna approdando a Galileo, Pirandello, Pavese, Leopardi e volando persino sull’ippogrifo di Ariosto… Tra le cose inaspettate e naturalmente lunari della serata, anche un inedito di Leonardo Zanier e i flash dell’automatica di Federico Tavan, offertosi come paparazzo capace di immortalare la magia dell’incontro, che ha avuto tra i protagonisti gli attori del Rifo, Giorgio Monte, Gigi Del Ponte, Manuel Buttus.

Per quella serata, Pierluigi Cappello scrisse una presentazione, che finiva così:

Chi cerca la Luna è esposto alla scelta e chi sceglie è esposto alla crisi e chi è in crisi, spesso, vede molto più in là di chi non lo è. Ho letto che Cercaluna vuol dire scansafatiche o perdigiorno, a scelta; ma io so che chi cerca la Luna è il Chisciotte sbalzato dal ronzino a mordere la polvere, so che chi la cerca, deriso, ci porge sul palmo la parte soleggiata di noi stessi.

 
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