Il centenario mancato

Grande Guerra  /   /  Di TamTam

Quattro storici, quattro saggi in un libro di piccole dimensioni ma di grande critica e ricco di stimoli per un dibattito su Il centenario mancato della Grande Guerra.
È questo anche il titolo del saggio (Gaspari Editore) che l’Associazione culturale Apertamente presenterà venerdì 13 gennaio a Gorizia, alle 18, in via Carducci presso la Fondazione Cassa di Risparmio, che da il patrocinio all’evento.

Dice Marco Cimmino: “Una ricorrenza, che avrebbe dovuto segnare un balzo in avanti nello studio, nella conoscenza, nella memoria di quel conflitto, invece ha rappresentato soprattutto la Caporetto delle buone intenzioni, l’apoteosi del bla bla bla inutile, il solito banchetto imbandito per i commensali di sempre. Cosa si è fatto? A che cosa è servito
questo anniversario? Sarebbe bene dirlo a chiare lettere: praticamente a niente”.

Ma c’è ancora tempo: il 2017 e il 2018 continueranno a essere il centenario della Grande Guerra, però ci vorranno determinazione e progetti per recuperare il tempo perduto e, soprattutto, per studiare il significato del primo conflitto mondiale e far conoscere queste nostre terre, anche attraverso un turismo della memoria che dovrebbe accompagnarci al di là delle date celebrative comandate, in luoghi intatti, visibili in ogni mese dell’anno, a pochi metri dall’autostrada. Una risorsa che in Europa esiste solo nel Friuli Venezia Giulia.

Protagonisti dell’incontro a Gorizia quattro storici, autori del libro sul centenario mancato: Marco Cimmino, specializzato nello studio della prima guerra mondiale, tra i suoi libri ci sono La conquista del Sabotino (finalista al premio Acqui Storia 2013) e La conquista dell’Adamello (2014); Paolo Gaspari, autore di decine di libri, in più di vent’anni di ricerche ha portato alla luce i 16.000 memoriali degli ufficiali fornendo una rilettura innovativa di Caporetto e delle battaglie della ritirata (tra i suoi ultimi libri, Il senso della patria nella Grande Guerra, La battaglia dei capitani e Rommel a Caporetto); Mitja Juren, autore di una decina di volumi, è uno dei massimi esperti sul fronte dell’Isonzo (tra le opere recenti, Le battaglie sul Carso – Le spallate del 1916 e Il Quarto Cavaliere – L’apocalisse dell’attacco dei gas sul San Michele); Marco Pascoli, responsabile del Museo della Grande Guerra di Ragogna, è uno dei massimi esperti di itinerari e vestigia della Grande Guerra ed è autore di una decina di volumi tra cui La battaglia dimenticata della val ResiaDietro la linea del fronte. All’incontro saranno presenti l’assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti, il direttore del Museo centrale del Risorgimento di Roma, Marco Pizzo, Mirtide Gavelli, responsabile della biblioteca del Museo civico del Risorgimento di Bologna. L’introduzione sarà di Paolo Polli, direttore di Apertamente.

Un confronto aperto dunque, per esaminare ciò che non si è fatto e ciò che ancora si può fare, alle soglie d’un anno importante come il 2017 sul fonte del ricordo e dell’analisi storica.

 
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