Giovanotti, si fa per dire

Augh  /   /  Di Taddeo Zannier

Non deve essere facile chiamarsi Jovanotti (pronuncia: Giovanotti) e non poter fermare il tempo. Avere 60, 70, 80 anni e chiamarsi sempre Jovanotti. Che problema! A quel punto cosa fai? Cambi in Anzianotti?

Per adesso sono solo 50, ma il quesito si pone già. Esattamente il 27 settembre 2016. Notizia diffusa con saggia enfasi attraverso “La Lettura”, il settimanale letterario del Corriere della sera, che all’evento ha dedicato quattro pagine extra large (per la rubrica Il dibattito delle idee) in cui il festeggiato è sondato, esplorato, intervistato dallo scrittore Sandro Veronesi, vincitore di uno Strega con “Caos calmo”.

Dialogo da leggere per intero, non a mozziconi, viste le cinquanta sfumature alla Emanuele Severino, ma con qualche citazione possibile. Questa a esempio. Jovanotti narra di avere fatto finalmente un breve viaggio in America, alle fonti del blues, e di essersi trovato davanti a una specie di epifania, di aver sentito un vuoto, come di chi deve ancora nascere:

È successo che mi sono detto che questo vuoto è proprio quello di cui ho bisogno. Mettere il dito in questo vuoto, cercare di capire d’ora in poi quali sono gli spazi vuoti dentro di me. Forse i 50 anni mi stanno dicendo questo: che ho bisogno di coprire gli spazi vuoti

E Veronesi gli dice:

È curioso, perché ti ho intervistato anche quattro anni fa e mi parlavi di una sovra-inclusione che ti portava, come tanti nel nostro tempo, compreso me, ad accumulare entropicamente tutto senza scartare mai nulla. Adesso stiamo invece parlando di vuoti

Toc toc, ci siete ancora? Vi siete ripresi, tutto bene? E siamo appena ai 50, chissà cosa accadrà ai 60.

Intanto aspettiamo il prossimo vip cinquantenne con forte sindrome da Peter Pan. Guardando il calendario, segnate questa data: 6 luglio 2017, giorno in cui scoccherà la sentenza dei 50 anche per Max Gazzè. Chissà, forse “La Lettura” lo ha già prenotato, ma noi abbiamo fiducia in lui e nella sua saggezza introspettiva. Intanto, come fan club “Gazze ladre” di Paparotti, consigliamo a tutti di riascoltare su YouTube l’inno esistenziale “Ti sembra normale”, che vale a ogni età.

 
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