Prima che la musica diventi l’epitaffio di se stessa

Come mi vuoi?  /   /  Di Anna Dazzan

Mi ricordo i pelucchi morbidi piegarsi sotto il peso leggero dei polpastrelli, mentre facevo scorrere le mani avanti e indietro sulla moquette bordeaux del salotto. All’età di cinque anni, musica era sinonimo di sigle di cartoni animati e dischi ascoltati rubando le note alle orecchie di mio padre, nascosta dietro le tende e sdraiata su quel pavimento morbido. La musica era una conquista, che accettavo inizialmente per osmosi emotiva. Vedevo mio padre socchiudere gli occhi mentre un vinile dei Beatles muoveva l’aria del giradischi. Vedevo le sue dita muoversi a ritmo e decidevo così che avrei amato tutto ciò che faceva stare così bene lui. Un’eredità preziosa, che si è scontrata ben presto con il mio gusto. Le canzoni ascoltate nei tragitti in macchina fino a scuola, e le colonne sonore delle lunghe trasferte estive in auto, si sono così naturalmente mescolate con me.

Io.
Le mie orecchie.
Il battito del mio cuore che va a ritmo.
I miei occhi che si socchiudono.

L’eredità è sempre lì. E, ora, si traduce nell’emozione del suono di una chitarra classica che vibra tra le pareti di casa. Un suono vivo, che parla di dita che si muovono, spalle che sussultano e piedi che tamburellano sul pavimento. Una sorta di live personale e privato, che rivive ogni volta che ascolto un concerto dal vivo.
Poche situazioni, ammettiamolo, sono così coinvolgenti come quelle in cui puoi apprezzare con i tuoi occhi l’unione tra i musicisti e la loro musica. Un dono prezioso, quello di assistere al più felice tra i matrimoni: quello dell’arte con l’uomo.
Situazioni che dovrebbero moltiplicarsi, essere facilitate, alla portata di tutti. Dio solo sa quanto fa bene la musica dal vivo! Quella amata da chi le dà vita, quella amata da chi la riceve in dono! Niente di male può succedere se, alla musica le si consente di essere.
Eppure nella nostra sorprendente regione sono ricorrenti i casi in cui proprio alla musica si mette il bavaglio. Concerti annullati (La Scimmia Nuda a Capodanno, al Teatro San Giorgio di Udine), festival limitati o spostati (il clamoroso caso del Rototom Sunsplash o quello dell’Homepage), circoli che chiudono. Ultimo in ordine di tempo, il Cas’Aupa del capoluogo udinese: circolo Arci che da anni propone, oltre a incontri e corsi di vario genere, anche concerti dal vivo di musicisti locali, nazionali ed internazionali di livello. Un posto intimo, come vuole il suo nome che al primo posto mette la parola “casa”. Un posto dove poter guardare davvero da vicino la musica che prende forma e così capirla, senza i filtri di videoclip mainstream dove tutto è così luccicante che occhi e orecchie non distinguono più i colori originali delle note.

Senza queste occasioni, chi è in cerca di un appiglio alla sua eredità musicale, rischia di non trovarlo. Rischia di doversi accontentare di zapping televisivo in cui la qualità si perde in un mare di proposte che si confondo l’una con l’altra. Rischia di non avere un suo gusto e di perdersi il bello di vedere con i propri occhi il miracolo dell’arte che nasce.
Siamo davvero sicuri di volere che questo accada? Privarci del piacere dei – più o meno piccoli – concerti dal vivo senza provare almeno a dire la nostra, senza rincorrere quel desiderio di sapere come l’arte musicale va a finire?
Io, nel dubbio, sfrego ancora le dita sulla moquette, socchiudo gli occhi e cerco le vibrazioni dell’aria, senza aspettare che muoia il prossimo cantante famoso per fare un viaggio nella sua memorabile discografia.

About the Author

Mai avrei pensato di scrivere! Pur essendo laureata in scienze politiche per leggermi bisogna cercare tra le pagine di cultura del Messaggero Veneto.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui per visualizzare la privacy policy.