Le friulane e il Casanova censurato

Lost horizon  /   /  Di Milio Bortolus

La vita è un teatro, il teatro è vita. E TamTam, in tutte le sue manifestazioni, vuol parlarvi a ruota libera di teatro. Sarà come seguire e cercare sentieri non battuti, quelli che riservano le vere sorprese. C’è più vita a teatro, nella vita recitata, che nella vita reale che facciamo, ormai smartphonizzata e piastrellata nei sentimenti.

Abbiamo in saccoccia valanghe di storie, le racconteremo in questi mesi un po’ alla volta, qui e poi sul nostro mensile e negli incontri che faremo per presentarlo. Ogni volta (e senza voler sembrare dei saccenti noiosi) sembra di proporre autentiche rivelazioni anche se si narrano vicende semplici e alla portata di tutti. Per esempio, a proposito di teatro in Friuli, è assolutamente necessario citare Nico Pepe (1907-1987), il più importante attore udinese del Novecento, che a fine anni Settanta tornò in città dove, con l’appoggio del sindaco Candolini, fondò l’Accademia poi a lui intitolata. Pepe, che era anche finissimo storico e critico (epocale un suo scontro dialettico con i giovani del Teatro dell’Elfo venuti a Udine a proporre una stupefacente versione de “Le mille e una notte”), aveva recitato con le principali compagnie italiane e anche nel cinema. Appare, nei panni di Bragadin, una sorta di elegante cisisbeo, anche in un film del 1954, “Le avventure di Giacomo Casanova” del regista Steno, con protagonista Gabriele Ferzetti.

Le avventure di Giacomo CasanovaFilmetto simpatico, ricordato ancora perché venne subito censurato (da Oscar Luigi Scalfaro) rimanendo nell’oblio per ben mezzo secolo. Dunque è riapparso solo di recente, restaurato, rappresentando una pellicola preziosa a suo modo. Casanova era figlio di un attore di Parma e della Buranella, una leggiadra attrice veneziana con origini friulane. Lo sapevate? Nessuno lo sa, ma lo scrisse Elio Bartolini nella più vertiginosa (e dimenticata) biografia dedicata al grande amatore. Mamma Zanetta era infatti una Farussi, di dove? Risposta alla prossima puntata.

Le friulane furono fondamentali nella vita di Casanova, anzi aprirono la sua carriera da latin lover (con le sorelline Nanette e Marton Savorgnan, che si appassionarono a lui, bello e ignaro) e la chiusero, nel castello di Spessa, con la contessa Torriani. Giacomo Casanova passò per Udine e vi soggiornò alcuni giorni nel 1783, a 58 anni, ma ormai era un profugo errante per l’Europa. Aveva pubblicato a Venezia il libro “Né amori né donne” suscitando ancora scandalo e dovendo scappare. A Udine, quella volta, non ebbe avventure, a quanto si sa. Era un leone vecchio, spelacchiato e stracco. Non riusciva ad alzare più la zampa. Eppure successe qualcosa di curioso anche lì perché il teatro della vita ci mise del suo, come sempre. E Nico Pepe ce lo raccontò.

 
About the Author

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui per visualizzare la privacy policy.