Il mattino dei Maghi

Perché TamTam?
Lungo la via dell'Oxiana  /   /  Di Paolo Medeossi

Sentite questo: “Appartenevo a una generazione-cerniera che aveva visto crollare un mondo, era staccata dal passato e dubitava dell’avvenire. Noi cerchiamo di solito il punto di appoggio nella storia e fra gli uomini, ma ci viene meno continuamente. Cerchiamolo allora in noi stessi. Facciamo sì che gli avvenimenti contro cui nulla possiamo nulla possano contro di noi. In questo modo vedrete le cose antiche con occhi nuovi, e gli occhi saranno nuovi anche per vedere le cose nuove”.
Interessante, no? E poi un altro esile esempio: “La coscienza umana è simile a un iceberg navigante nell’oceano. La parte più grande è immersa. Talvolta l’iceberg si rovescia lasciando apparire un’enorme massa che non conoscevamo, e noi diciamo: ecco un pazzo”.
Sono, quelle appena riportate, citando a caso qui e là, frasi tratte da un libro che probabilmente pochi conoscono, eppure molto molto molto interessante. Uscì nel 1963 e si intitola “Il mattino dei maghi”, autori Louis Pauwels e Jacques Bergier, due che volevano proporre un diario di bordo a chi si pone in cammino (a qualsiasi età, in qualsiasi epoca) verso il pianeta del realismo fantastico cercando di scoprire tra le cose intorno a noi quanto sfugge alla percezione assopita e stremata, cose nelle quali il tempo e lo spazio abituali perdono ogni senso.

Appartenevo a una generazione-cerniera che aveva visto crollare un mondo, era staccata dal passato e dubitava dell’avvenire.

Louis Pauwels e Jacques Bergier

Ma non è finita. Allungando la mano e l’occhio di qualche centimetro più in là, sempre scrutando l’orizzonte dei sentimenti curiosi, ecco un’altra frase da annotare: “Quel rapido svelarsi di un abisso nascosto nel cuore della grandezza fu una svolta nella mia adolescenza brancolante. Mi sentivo trascinare, come un ragazzo su una barca a vela, verso uno sterminato mare avvolto nelle tenebre… Fu un viaggio alla ricerca dell’artista come eroe, come enigma, come martire, come rivelazione, e infine come frammento dell’umanità”.
Queste paroline invece appartengono al libro adelphiano “Voci”, scritto da Frederic Prokosch, nome americano-austriaco in cui si imbattè chi una ventina di anni fa si poneva sulla stessa lunghezza d’onda di Pier Vittorio Tondelli, l’inventore del week end post-moderno, un ragazzone emiliano che perlustrava lo zoo notturno della provincia. E grazie a lui abbiamo uno straordinario ritratto d’una Udine immaginifica e musicale come nessuno ha mai fatto. Prokosch era diventato famosetto in quanto, senza muoversi da casa, quasi alla Salgari, a poco più di vent’anni, scrisse un bellissimo romanzo sull’Asia, intitolato appunto “Asiatici”, che raccontava più cose e intuizioni rispetto a chi aveva trascorso una vita intera in quel continente.
Tutto questo per dire che il potere della fantasia (dunque anche della vostra fantasia) è illimitato, assoluto, stupefacente, sorprendente. Ma non va ingabbiato, bloccato, intimidito, condizionato, distratto, guidato e comandato da altri poteri, furbi e abili nel maneggiare le coscienze incaute, per ottenere così i loro vantaggi, quasi sempre di tipo economico o politico.
Insomma non facciamoci imbrogliare “dagli avvenimenti contro cui nulla possiamo”.
La cultura è uno dei terreni più scivolosi, insidiosi, anche infidi e perfidi.
Eppure in teoria è l’ambito più democratico, libero, creativo, indipendente che esista, se ci si muove con acume, sincerità e sagacia.
La cultura non costa, è a portata di mano. Ci sono infinite occasioni per verificarlo, cominciando dalle bellissime biblioteche a disposizione e dallo stesso web.
Poi è una questione di incontri fortunati, di maestri ispirati ed efficaci, di spirito di conservazione nel senso che è necessario accumulare sempre frasi, citazioni, ritagli, riferimenti, documenti. Se possedete un libro, sottolineate (in matita) tutti i passaggi che vi incuriosiscono. Così costruite nel tempo un altro libro, il VOSTRO ROMANZO specifico, fatto di un collage sterminato dentro il quale gli occhi nuovi sanno cogliere e vedere…

Il “Tam Tam delle passioni” nasce per questo, attraverso un’esplorazione sperimentale che mette insieme una ciurma di complici dalle più diverse provenienze, età, attitudini.
Si comincia così da dilettanti (e per diletto), poi si vedrà cosa accadrà alla comitiva.
Le passioni esibite devono essere evidenti, dichiarate, per far respirare i cuori e le menti. Per questo motivo i testi che leggete qui recano spesso in alto, sopra il titolo, una citazione che riguarda un libro, una canzone, una poesia, un film… Così si infoltisce questo giardino un po’ strano, insolito, dove l’occhio e il parere di ciascuno è libero e decisivo. Alla fine si scoprirà forse di poter condividere un libro, un dipinto, un verso, un brano musicale, un viaggio, una gita, una scorribanda, un momento zen, solitario o di compagnia insieme.

La cultura non costa mai, se è un attimo di crescita personale, autonomamente decisa e scelta…
Chi vive in Friuli, tra Udine e dintorni, ha la benefica sorte di poter raggiungere in poco tempo luoghi di impatto fortissimo, di respirarne l’aria, l’atmosfera, cogliendone i vasti e intensi riferimenti. Chi abita, a qualsiasi età, tra i territori pasoliniani, confinanti con quelli nieviani, e città di frontiera come Gorizia e Trieste, dove grazie a quella complessa condizione di frontiera è nata una letteratura unica e originale, ha grandi chances emotive da inventare senza fatica potendo costruirsele da solo in un battibaleno. Il viaggio breve verso la sua Itaca di quel giorno diventa una piccola grande avventura per lo spirito.
In più c’è la grandissima fortuna di avere come guida i libri di Claudio Magris, tutti, da leggere e rileggere, da portare con sé quando in treno si parte e a un certo punto appaiono all’orizzonte i bagliori dell’Adriatico, l’angolo di mare tra i castelli di Miramare e Duino sulle cui rive le onde spingono e fanno arenare tutti i disincanti. L’interesse per la cultura asburgica, mitteleuropea come si suol dire, è dovuto all’intensità con cui essa ha vissuto una caduta, una fine, che adesso è anche un po’ la nostra.
Si è tornati all’uomo senza qualità, ai poeti sull’orlo della vita, all’irrealtà che ha investito il mondo di oggi, indecifrabile, minaccioso, incapace di dare risposte sicure.
L’idea è allora detta.
“Il cielo in me”, c’è scritto in un verso della poetessa Antonia Pozzi. Ma il cielo è in ciascuno e non costa nulla. Basta intercettare le passioni in onda sul TamTam e aggiungerne altre.

Le passioni non sono premi letterari. Guizzano come pesciolini mai stanchi e si rinnovano ogni giorno. Salvandoci.

 

Il mattino dei maghi

di Louis Pauwels e Jacques Bergier uscì in Francia nel 1960 venendo stampato in Italia nel 1963 da Mondadori con continue successive edizioni.

La via per l'Oxiana

venne scritto da Robert Byron, morto in un naufragio nel 1941. È un Adelphi con prefazione di Bruce Chatwin.

Voci, Asiatici

Sono stampati da Adelphi anche i libri di Frederic Prokosch “Voci” e “Asiatici”, il primo del 1983 e il secondo del 1935.

Un week end post moderno. Cronache dagli anni Ottanta

di Pier Vittorio Tondelli, venne pubblicato da Bompiani nel 1990.

 
About the Author

Tutto accadde molto tempo fa meditando su uno scoglio davanti al mare di Duino: tuffarsi o no nelle congestioni e nelle ebbrezze della vita?

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