Nirvana 25.th anniversary

Come mi vuoi?  /   /  Di Anna Dazzan

Riaprono i teatri, ricominciano le stagioni. Accade anche nel bellissimo Teatro Verdi di Muggia (una passione di TamTam). Debutto venerdì scorso con “Gli occhiali d’oro”. Date un’occhiata a tutto il programma, super intrigante. Da non perdere quello che succederà mercoledì 16 novembre, ore 20.30, a cura di Trieste is rock. Ci sarà il “Nirvana 25th anniversary” a ricordo di un memorabile evento del 1991, che Tam Tam segnalò già in aprile, quando era in culla. Allora ci vediamo quella sera a Muggia e per i distratti ecco l’articolo di qualche mese fa pubblicato sul numero 1 di TamTam …

 

 

 

Con i Nirvana in via della Madonnina

I giornali nazionali non riportano alcuna notizia particolarmente rilevante datata 16 novembre 1991. C’è qualche dichiarazione di Guido Carli, allora ministro del Tesoro, all’uscita della commissione bilancio della Camera, ci sono articoli dedicati ad Achille Occhetto impegnato nella campagna elettorale bresciana, e altre notizie socio-economiche pronte a farci sbadigliare.

La chicca forse si trova solo tra le pagine di qualche giornale locale, dove i redattori hanno fatto la cortesia a qualche amico musicista inserendo la nota. In quei giorni, impegnati in un breve tour italiano, c’erano i Nirvana. Sì, quelli di Kurt Cobain, che solo un paio di mesi prima avevano fatto uscire l’album che segnò definitivamente il loro destino, e quello del grunge mondiale: Nevermind.

NevermindLa band di Seattle era su quel trampolino dove transitano (o almeno transitavano prima di adesso, epoca dell’immediatezza) tutti i grandi gruppi prima di diventare grandi anche in Italia. Nevermind avrebbe venduto 30 milioni di copie (e, visto che pare essere tornata tra i giovani la moda dei camicioni a quadri, magari qualche cd viene venduto ancora oggi), eppure qui i Nirvana erano roba per palati fini, solo per pochi eletti. Bloom di Mezzago, Cinema Castello di Roma, Kryptonite di Baricella (Bologna) e, udite udite, Teatro Verdi di Muggia. Questi sono stati i luoghi che hanno ospitato 25 anni fa una delle band più famose al mondo. Posti marginali, locali da piccoli concerti ascoltati da qualche manciata di persone.

A Muggia, ad esempio, erano appena duecento i fortunati che assisterono all’esibizione dei tre rivoluzionari americani. Navigando in rete si trovano alcune testimonianze audio e video, e molti fan che si scambiano ricordi in triestino, ripercorrendo la scaletta e scambiandosi aneddoti. “La sera prima del concerto i tre Nirvana iera in un bar su per via della Madonnina, come se ciamava, quel dove i metteva musica…”. Duecento testimoni di una quasi magia. Sì, d’altronde la nostra storia passa anche attraverso i palcoscenici, piccoli o grandi che siano. Di lì a poco Cobain, il bassista Krist Novoselic e il batterista Dave Grohl sarebbero diventati così famosi da smuovere ben più di qualche decina di appassionati. Così famosi da condizionare la vita di moltissimi giovani, diventati musicisti a loro volta,per inseguirne un’eredità arrivata troppo presto (Cobain morì il 5 aprile del 1994 a soli 27 anni), o cresciuti copiando i testi delle loro canzoni su zaini e diari, nell’illusione di aver trovato qualcuno che capisse i loro turbamenti.

E tra quei duecento di Muggia sicuramente c’erano rappresentanti di entrambe le categorie che, a distanza di 25 anni da quello straordinario concerto, devono dire grazie a chi portò i tre di Seattle ai margini dell’Italia, per costruire un piccolo pezzo di storia musicale. Si tratta di Alex Fabbro, un udinese quasi coetaneo di Cobain nato col pallino della musica, che ancora oggi continua a perseguire il suo sogno di scovare i nuovi protagonisti della scena musicale mondiale, portando in Italia gruppi di ogni angolo del pianeta.

Forse oggi è più difficile che occasioni così straordinarie si ripetano, tutto è raggiungibile con un clic eppure… Tra 25 anni potreste ritrovarvi a dire “io potevo esserci”, pensando a quel concerto dietro casa a cui non siete andati perché avete preferito lo spritz in piazza.

 
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Mai avrei pensato di scrivere! Pur essendo laureata in scienze politiche per leggermi bisogna cercare tra le pagine di cultura del Messaggero Veneto.

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