Federico e la fontana senza paura

Augh  /   /  Di Taddeo Zannier

Come negli spettacoli pirotecnici, i botti assordanti arrivano alla fine. E così vale per l’estate. Siamo alla vigilia di rievocazioni in costume, di Friuli Doc, di Pordenonelegge, di altre attrazioni. E poi non ci resteranno che l’autunno e la pioggia nel pineto.
Allora, piccolo consiglio al volo. Ve lo dà TamTam con il cuore, in aggiunta a quello che già racconta nel mensile fresco fresco, in edicola dal primo settembre, dove (come fa un drone curioso) sorvola e narra quanto è successo nei mesi estivi, dando un’occhiata pure agli angolini nascosti.

Ecco allora il suggerimento: domenica prossima 4 settembre, se non avete idee per la testa, salite in auto e andate dritti nel Pordenonese, zona Montereale Valcellina e Maniago, dove va in scena la nuova edizione di Paesi Aperti, ad Andreis e Frisanco. Su Internet trovate il programma, leggetelo, ma intanto sappiate che lì la gente vi accoglie davvero a braccia aperte. Si mangia, si beve, si sta bene assieme. Non è solamente uno slogan. Nei cortili davanti alle case con i famosi ballatoi, i daltz, si ridiventa bambini mentre dovunque siete rincorsi dai versi di Federico Tavan, il poeta più straordinario mai apparso da quelle parti e altrove, qui in Friuli. Doverosa una visita alla fontana di Bosplàns, a due passi da Andreis, nel bosco. Lì, sulla pietra, sono stati scolpiti i versi di Federico.

Federico Tavan a Parigi nell'osteria Le Baron Rouge

Federico Tavan a Parigi, foto di Danilo De Marco

Fontana de Busplans
vecja fontana
un clap scavat da’l om
muscle e liedra i era za
uchì al à bevut Atila
cui sio cjavai
e lje à dit: “Jo de te
poura no’nd’ài”.

 

Grande grandissimo Federico. Andate a salutarlo dov’è adesso, percorrendo la strada che attraversa Andreis e passa vicino alla sua casetta, in via D’Annunzio. Riascoltatelo su You Tube nel bellissimo video “Segni particolari nessuno” di Paolo Comuzzi.

Come dice Aldo Colonnello, quella di Federico è poesia d’amore per quel che si è perduto, per quel che, nel bene o nel male, comunque è stato, per quel che potrà essere, casualmente o inevitabilmente.

 
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