Scalo a Grado (con TamTam)

Estasi  /   /  Di Odette Pannetier

Avete presente la scena del film “Bianca” (1984) in cui Nanni Moretti, sprovveduto bambolotto, si aggira stupito in una spiaggia dove tante coppiette sono impegnate in baci ed effusioni varie? Lui allora che fa? Vede la prima ragazza sola, stesa sulla sabbia, e si accomoda sopra di lei suscitando scandalo e scalpore. Scena geniale con colonna musicale geniale, ovvero “Scalo a Grado”,  inserita da Franco Battiato nell’album “L’arca di Noé”, quella dove dice: “Ho fatto scalo a Grado la domenica di Pasqua, gente per le strade correva andando a messa. L’aria carica d’incenso, alle pareti le stazioni del calvario, gente fintamente assorta che aspettava la redenzione dei peccati. Agnus Dei qui tollis peccata mundi miserere nobis. Il mio stile è vecchio come lo stile di Tiziano a Pieve di Cadore” eccetera eccetera.

Che musica, che parole, che film. Botta enorme di nostalgia.

Tutto questo per ricordare che TamTam giovedì 28 luglio, ore 18, sbarca a Grado, precisamente a villa Bernt, per la rassegna “Libri e autori”, a cura di Giuliana Variola e Paolo Scandaletti. Se non avete impegni venite per chiacchierare, divertirci, parlare del nostro TamTam estivo uscito agli inizi di luglio. Ci saranno Elena Commessatti, Roberta Corbellini, Emilio Rigatti e altri della ciurma che conta decine di firme.

Grado evoca un’infinità di argomenti e personaggi. Non a caso il nostro mensile le ha dedicato una pagina con guizzi e curiosità. Se citi Grado pensi subito a Biaseto, il grandissimo poeta morto nel 1985. Di Biagio Marin riapriamo una preziosa pubblicazione, intitolata “Grado, l’Isola d’oro”, apparsa nel 1934 e ristampata nel 1955. Due citazioni dal capitolo intitolato “Calli e campielli”:

“Noi siamo stati per secoli e secoli – tanti che non si possono neanche contare – un piccolo nido di pescatori, sperduti su un lido di sabbia, in mezzo a un vasto estuario. Per arrivarci bisognava avere una lunga esperienza dei corsi d’acqua, del ritmo delle maree, conoscere l’insidia delle velme e dei fondali. E quando uno fosse anche arrivato, vi trovava un mucchio di case corrose dagli anni e dalle intemperie… Ora hanno costruito un nuovo paese pretenzioso di malte e colori. E anche la gente è mutata: tra le calli strette e nei brevi campielli gli uomini nuovi ingombrano assai. Così vado a rivedere il mio paese di notte, quando per le calli sonore va un alito di borino o una lama di luna s’insinua tra le grondaie sporgenti. Allora riconosco e amo il paese della mia infanzia”

Tutti d’accordo: facciamo scalo a Grado con Nanni Moretti, Franco Battiato, Biagio Marin e la compagnia di TamTam. Non ci si annoia.

 
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