Siete mai stati innamorati?

Amici di TamTam  /   /  Di un nostro lettore

Una nostra lettrice, che si firma Marta, ci ha inviato questo racconto a proposito di viaggi ed estate. Buona lettura.

 

 

 
Siete mai stati a Saint-Malò? Dovreste andarci… Attraversi l’entroterra nord della Francia e sbuchi sul mare, ma a pensarci, è vero, dipende da dove arrivi… Io ci sono arrivata d’estate e ho trovato la nebbia. La nebbia al mattino d’estate… e non si alzava. Non vedevo le barche del porto, a malapena vedevo le mura e i bastioni. La nebbia d’estate ti disorienta, credi d’aver dormito una stagione. Così subito non capisci se hai tu la nebbia dentro o la nebbia è in effetti fuori, ad accoglierti, avvolgerti e nasconderti. Il mondo a te e tu al mondo, nascondino nascondino. Con la nebbia forse neppure google earth ti trova! Quindi, un po’, sei fuori sia dal tempo che dallo spazio. Isolata. Come Saint-Malò nasce, isola, isola di corsari.
Porto convulso, turbolento e probabilmente peccaminoso. Come vorrei essere io. Come avrei voluto essere io tutta la vita.
Verso la fine della seconda guerra mondiale ci hanno anche lanciato – forse a titolo di esperimento e per la prima volta in assoluto – il napalm. La città è stata distrutta all’80% ma non te ne accorgi. L’hanno ricostruita con nel cuore l’anima originaria e ci sono riusciti, carte alla mano, a rifarla uguale. La amavano talmente che l’hanno voluta uguale. Quale marito non cambierebbe almeno un tratto della moglie? Ma lì non era matrimonio, lì era amore, uguale la voglio, uguale. E ci sono riusciti. E se non lo leggi non ti puoi accorgere che solo il 20% di quel che vedi forse è vero. Tutto il resto è vero per la seconda volta. Ma pensa che città!
E poi ci sono le maree della Bretagna, anzi le maree più alte, oltre i 10 metri, non le capisci se non le vedi almeno una volta. Se vuoi andare al mare o a pescare è la natura a fissare gli orari e ogni giorno, metodica capricciosa decisionista, cambia. Monta la marea, di minuto in minuto monta. Tu sei in spiaggia steso al sole, ma hai dentro un tic tac di un nuovo orologio, quasi a ritmo con il cuore ma anche qui dipende dal cuore. E sai che a ogni minuto qualcosa al largo ti spia e a un tratto inizia a correrti incontro, come un bimbo felice. ma che scapicolla e ti arriverà addosso senza pensare, senza frenare, senza guardare. Cosa interessa al bimbo se ti travolge, ti butta a terra o ti bagna o tti sparge la borsa e la crema solare? Ed è un bimbo che cresce. Al largo è infante ma diventa un veloce adolescente per arrivare, puntuale, dopo qualche ora a destino, come irruento trentenne, che ti ribalta. Non gli interessa, se sei lì ti ribalta! Le onde crescono, come l’età, due vite ogni giorno, cresce esplode scema, cresce esplode scema. Pensa che meraviglia vivere due vite in un giorno.
Le onde di Saint-Malò che al tramonto battono sulla cintura di bastioni, furenti, irrispettose, fragorose, rovinose, ma sincere, sono una spaventosa meraviglia. Dovreste andarci.

Siete mai stati alle Cinque Terre? Lì il mare è tranquillo, forse qualche volta si arrabbia, ma è raro. Lì è la terra a difendere se stessa. Quale terra direte voi… giusto quella tanta, ma poca terra sbilenca delle colline che si difende da secoli. Anzi, a dir la verità la natura non si difende mai da se stessa, sa che tutto avviene per un motivo e tutto si giustifica per mantenere l’equilibrio. Siamo sempre noi a metterci un dito nell’equilibrio. Siamo stati noi, con cervello mani piedi tenacia, ad aver terrazzato ogni metro per poterci coltivare le cose più buone.
Chilometri di muretti a secco per imprigionare la terra, fortificare le zolle, proteggere le radici. Lì i muretti servono a proteggere la terra dalla terra e non dal mare. Sezionare i nostri gusti dalle voglie della natura. Proteggerli dalle frane, dagli smottamenti, dai dilavamenti. Proteggere ogni pugno di terra, con i pugni. Arginarla. Come in un’armatura. Al sicuro. Solo così, con protezione totale, continua, infaticabile, quelle radici vivono. Fruttano e si perpetuano. Solo al sicuro da tutto potrebbero farlo. E l’uomo continuamente rifà i muretti, li aggiusta, li ripara, li implementa, pietra su pietra, aggiunge pietra, aggiunge protezione. Quanta fatica per difendersi. Dovreste andarci.

Siete mai stati a Castelluccio Norcia? Dicono sia una dei posti più belli del mondo. Se ci vai durante la fioritura è un quadro. Ma io ci sono andata d’estate, è tutto verde, bello, ma non c’è quasi nulla. Sì, il paese, prendi le lenticchie, ma non sei lì per il paese. Sei lì per i Piani, quindi per il nulla. Ma sbagli, in quel nulla c’è la cosa più alta di cui tutti abbiamo bisogno. C’è la pace. E nulla, in quel paesaggio disturba la quiete, l’orizzonte, lo sguardo. La natura fluisce rotonda, neppure uno spigolo ti infastidisce. Sembra un mare quieto eppure è tutto d’erba. Sembra un deserto eppure può esserlo di fiori. Sereno quieto risolutore. Così com’è la pace, quando trovi un posto di pace. Quando la senti palpitare dentro di te. Non hai più bisogno di nulla o almeno non hai più bisogno di tante cose indotte. Mode, notizie, voci, non servono più. Quando puoi stare in un posto vuoto e star bene e non volertene andare e non avere bisogno di nulla se non stare lì, nel nulla, allora sei in pace. Dovreste andarci.

Questa estate ho fatto tanti viaggi. Alcuni ve li ho raccontanti. Sono stata molto fortunata. Ho potuto viaggiare quanto e come molti non possono in tutta una vita.
Ho visto l’impetuosità della natura, ho sperimentato la pace e ho scoperto come un luogo può proteggersi a oltranza. Eppure il vento è bello, la pioggia può essere dolce, ma possono fare danni. Eppure sono anche divertenti e belli. Eppure possono fare danni, irreparabili.

Quest’estate sono rimasta a casa. E ho conosciuto un uomo. Nel mio letto, sul mio divano, alla mia tavola, ho visitato il mondo. L’attesa e l’entusiasmo per le vacanze sono stati il sopralluogo di noi, il mare in tempesta di Saint-Malò, le nostre onde pomeridiane e notturne. La pace di una valle erano i nostri silenzi senza bisogno di essere riempiti, l’esserci era sufficiente. I chilometri di pietra invece sono quelli che lui ha messo a protezione del suo cuore affinché io non potessi smuovere neppure un granello delle sue faticate ma forse falsate certezze, dilavare la sua quotidianità. E infatti io che non sono salsedine, vento o pioggia o frana, nulla ho potuto contro quei muri.

Invece io sì sono stata dilavata, sono stata una duna del deserto, ogni giorno di me e ogni granello di me è scivolato verso un altro posto, tutto in me si è mosso, è stato riposizionato, si è modificato. Sono stata un castello medievale che ha abbassato il ponte levatoio. Sono stata un alveo asciutto riempito di colpo da una pioggia autunnale. Sono stata vento, sono stata ventosa, sono stata afa, sono stata torrida, sono stata tempesta, sono diventata io natura. Ho provato cosa la natura prova quando esprime se stessa.

Siete mai stati innamorati? Dovreste andarci.

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Cose scritte dai nostri lettori che, a volte, pubblichiamo.

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