Sulla spiaggia bianca di Carloforte

Amici di TamTam  /   /  Di un nostro lettore

Appuntamento venerdì primo luglio, e poi tutti al mare, in montagna (o a casa). Non dimenticate di bussare a quei luoghi misteriosi che sono ormai diventate le nostre edicole. Lì trovate il TamTam di luglio/agosto, numero speciale dedicato al tema “Viaggiare, fuggire, cercare”. Come antipasto, ecco il brano inviatoci da Linda, una nostra appassionata lettrice. Buon viaggio.

 

 

 

Forse anche qualcuno di voi avrà provato, al primo incrocio di sguardi con un figlio appena nato, la vertigine del vuoto, come il precipitare da un’altura del Grand Canyon, per poi schiantarsi in un groviglio di amore e legami definitivi.
O forse avrà riconosciuto, nell’imbattersi nella sorprendente genuinità di un’amicizia vera, la pace che offre il verde intenso delle brughiere che stanno a due ore da Dublino, come un ritrovarsi finalmente a casa.
Oppure avrà sentito sulle spalle e in ogni muscolo il peso soffocante di un tradimento inimmaginato, come il piegarsi del corpo nelle grotte del Carso triestino, giù giù nei sotterranei più profondi, alla ricerca inutile di una luce lontana.
E poi ancora, forse, avrà provato il brivido struggente, dolce e dannato, di una passione inattesa, arrivata al momento sbagliato, all’età sbagliata, verso la persona sbagliata; al pari che essere investiti da un’onda rovente in grado di modificare l’orizzonte nel deserto del Mali, e che fa smarrire per sempre.
O forse avrà avuto la rara fortuna di ritrovarsi a galleggiare serenamente nel mare trasparentissimo di un amore fiducioso, sicuro, ricambiato; simile al sussurro costante delle onde su una spiaggia bianca di Carloforte.
O sarà rabbrividito al freddo irrimediabile di una solitudine indesiderata e costretta, uguale al camminare di giorni e giorni sotto la pioggia incessante, nella periferia di Seoul.
E chi mai non avrà sperimentato il buio della fossa nella quale si può sprofondare alla notizia di una malattia, o di una perdita. L’inabissarsi in un mare sconosciuto che opprime e sovrasta, come un tuffo senza salvezza nelle profondità dell’oceano Pacifico.
Potremo viaggiare, spostarci, prenotare e programmare. Affrontare nuove realtà geografiche e culturali, adattarci e capire. Fare molti chilometri, prendere treni, aerei, navi, auto, autobus e quant’altro.
Ma anche senza spostarci di molto, senza dispendio di inventiva e denaro, sarà il treno delle emozioni, pur nella normalità della vita, a trascinarci nel viaggio in grado di toccare tutte le latitudini, le temperature, le amenità e le asprezze; a trasportarci dove vuole, a sorprenderci, riempire la nostra mente e a farci cambiare.
Su questo personalissimo treno saliranno delle persone, e avremo la grazia e la responsabilità di mescolare la loro vita con la nostra. Ne scenderanno altre che, per sbaglio, avranno fatto un pezzo di strada con noi.
Ma ogni fermata ci troverà sempre impreparati e indifesi.
Resta il cuore il viaggiatore più temerario.

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Cose scritte dai nostri lettori che, a volte, pubblichiamo.

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