TamTam numero due

L'ultimo dei Buendìa  /   /  Di Paolo Patui

Dicono che i festival siano il modo più immediato e pop di diffondere cultura, idee, ragionamenti, ma anche titoli di libri, nomi di autori e di case editrici. Dicono che i grandi avvenimenti siano una irripetibile occasione di coesione e di sensibilizzazione sociale. Ma dicono anche che stiamo vivendo in un’epoca in cui vige la dittatura degli eventi. Dicono che gli eventi e i festival siano un volano economico non indifferente. Dicono però che proprio per questo motivo ormai si tratti di mere operazioni commerciali, di uno show business che spaccia per cultura null’altro che il pensiero dominante. Dicono che i festival promuovano lo sviluppo del cosiddetto “capitale sociale”, ovvero di quella serie di relazioni e di collegamenti a risorse che dovrebbe garantirci uno sviluppo futuro meno problematico e più ricco dal punto di vista sociale ed esistenziale. Dicono altresì che questa girandola di eventi non faccia altro che spegnere la spontaneità e l’autonomia creativa.
Dicono. Noi che ne pensiamo? Siamo coscienti di questo dibattito o non siamo null’altro che ignari e inconsapevoli assimilatori di avvenimenti? Ovvero spettatori passivi, fruitori arrendevoli. Ma soprattutto, anche quando cogliamo le inevitabili incongruenze che anche la grande smania di eventi si porta dietro, siamo in grado di soppesare ciò che accade in questa regione rispetto a ciò che avviene nel resto della penisola o del nostro mondo occidentale? Perché il Friuli resta terra privilegiata, baciata dalla fortuna, in cui si condensano eventi di assoluto livello culturale che godono pure della fortuna di essere frequentati da un pubblico enorme, se confrontato con quello di altri avvenimenti extra regionali. Certo, spesso si tratta di festival istituzionali, a volte imposti in un contesto sociale e culturale non propriamente consono. Altri invece nascono spontanei, frutto naturale di un humus e di una concezione della cultura e della località per nulla provinciali. Parlarne è importante, magari anche dibattendo, senza la necessità di difendere una linea.
TamTam non nasce per difendere o dimostrare tesi; semmai per porre domande con cui stimolare le menti di chi ci vuole leggere, seguire, confutare, migliorare.
Allora leggete e fateci sapere.

I contenuti del secondo numero di TamTam, in edicola da sabato 30 aprile.

Davide Toffolo per TamTam

TamTam numero due

Dicono che i festival siano il modo più immediato e pop di diffondere cultura, idee, ragionamenti, ma anche titoli di libri, nomi di autori e di case editrici.

Paolo Patui

Ospiti di gente “unica”

L’elicottero sorvola il Friuli da un’ora buona, pare un’ape gialla in mezzo a tutto questo cielo di settembre sgom- bro da nuvole. Ronza, abbassandosi e alzandosi, come se fosse sulle montagne russe.

Mauro Daltin

Via con l’(e)Vento

Basta sfogliare un qualsiasi volantino della più sperduta fra tutte le pro loco targate FVG e subito si paleserà l’arcano in tutta la sua evidenza: non c’è più convegno in cui il dotto accademico invitato a parlare non tenga una “lezione magistrale”.

Angelo Floramo

Tutto eccezionale quindi tutto normale

Ci sono eventi senza radici; nascono in un posto e poi vagano da un luogo all’altro portandosi dietro un prestigioso pacchetto di celebrità, tutte brillanti e intelligenti, pronte per essere intervistate dal medesimo intervistatore compreso nel pacchetto.

Paolo Patui

Quando il poeta decise di premiare se stesso

Su Federico Tavan molto si è detto e scritto, anche dopo la morte avvenuta nel novembre del 2013, ma quasi nessuno ricorda un’iniziativa di cui incredibilmente fu promotore.

Paolo Medeossi

L’arte del gioco

In Italia sono venuto e sono tornato anche per giocare a basket. Il basket è uno sport, ma ancora di più un gioco e ancora di più uno strumento di comunicazione e di espressione.

Antonio Porta

Vado a canestro, ergo sum

Non finirò mai di meravigliarmi del perché in Italia l’essenza stessa dello sport sia fraintesa e di come anche le menti più alte, quando parlano di sport, lo facciano ma con una specie di condiscendenza.

Sergio Tavcar

Almeno 3 anni sopra una pietra per capire il Giappone

Originario di Buja, ho 27 anni e da quasi 4 risiedo a Tokyo in pianta stabile. Questa è la mia storia…

Gabriele Persello

“Estasi dipinta a colpi di baci”

L’Estasi di Giuseppe Malignani, celebre fotografo e anche pittore, scomparso nel 1878, è un piccolo cameo conservato ai Civici Musei, istituzione che tra l’altro nel 2016 compie cento-cinquant’anni. Che festa!

Allegra Castelli

Il 4 di luglio

Un caldo sabato luglio, un altro festival culturale in città. Cosa ti spinge a non rifugiarti al fresco di un fiume e a offrirti come volontario dell’evento? Riflessioni sul cambio d’abito di luoghi e prospettive.

Silvia Sacher

Kérjük elhelyezésére, László

La sala Tripcovich è pronta ad accogliere gli spettatori. László prende posto e aspetta il suo turno in fila e osserva l’uomo che alla cassa stampa i biglietti.

Alessandro Venier

Ironia oggi, autoironia domani

Ci siamo mai accorti che nella lingua friulana non c’è un vocabolo preciso per indicare una persona felice? Parole come content o beât esprimono una condizione momentanea e transitoria di questo stato d’animo.

Silvia Polo

EXPO 1903, virtuosismi d’autore

Il titolo esatto è: ‘Esposizione regionale Industria Agricoltura Arte Previdenza Cooperazione Sport’, il 1 agosto 1903 è la data d’inaugurazione.

Elena Commessatti

Pre Bepo e Pier Pauli

Ha una data precisa il più straordinario incontro di poesia mai avvenuto a Udine.
Era il 27 novembre 1947 e quel pomeriggio il giovane professore salì un po’ inquieto sul treno accelerato alla stazione di Casarsa.

Milio Bortolus

C’era una volta un festival

Un festival che, anche se i numeri dovrebbero contare poco quando si tratta di musica, attirava qualcosa come 250mila persone in 8 giorni. Era il Rototom Sunsplash.

Anna Dazzan

Vite da gatti

Una ragazza è seduta vicino al suo trolley, in un aeroporto; è vestita tutta di nero, come le vedove di una volta. È sola e sta lasciando il suo paese.

Maria Aldrigo

Nell’aria profumo di festa, poi la libertà

Aria di Friuli Venezia Giulia, Aria di Festa, Aria di Divertimento, Aria di Musica, Aria di Ragazzi, Aria di Emozioni, Aria di Esperienze, Aria di Amicizie, Aria di Ricordi, Aria di …

Chiara Gazziero

Un elefante in salotto

Piazza S.Giacomo sarebbe stata attraversata da una nuova viabilità: tutti gli edifici della quinta Est sarebbero stati demoliti e ricostruiti in posizione arretrata.

Adalberto Burelli

A cup of stories, please!

Ah che beltà! Il Festival di Hay-on-Wye, in Galles, vale un viaggio. 1500 abitanti supper- giù. Circa 40 librerie. Ah la felicità!

Manuela Malisano

Un Cristo tutto per me

Dieci anni fa, sotto l’egida di Vittorio Sgarbi, una garanzia assoluta come acchiappa-visitatori, venne organizzata l’ennesima super mostra a Mantova, a Palazzo Te. Immaginate su chi? Ma sul Mantegna naturalmente.

Odette Pannetier

Un autore, un palco, una piazza. E poi c’è la torre di Mels

Negli anni Sessanta e Settanta l’assessore regionale più importante in Friuli era quello dell’agricoltura. Poi il ruolo maggiormente conteso cominciò a essere quello della cultura.

Paolo Medeossi

Il festival del Plan das stries

Alorrre, montaiso o no montaiso? Con queste parole Luche accelerava le operazioni di salita dei paesani sul suo camion.

Gigi Maieron

Ulderica Da Pozzo per TamTam

Ravascletto, 14 luglio 2007: un ragazzo urla in un rudimentale megafono durante il magico rito “das cidules”. L’immagine (un regalo per i lettori di TamTam) venne scattata dalla fotografa carnica Ulderica Da Pozzo.


Niente Palio senza giovani

Hanno cercato di sopprimerlo con un improvvido taglio di fondi, ma sebbene conti più di quarant’anni né rughe né segni di età avanzata ne scalfiscono la vitalità. E’ il Palio Teatrale di Udine.

Paolo Patui

About the Author

Paolo Patui insegna pur avendo ancora molto da imparare; legge e scrive LeggerMente e senza esagerare. Spera di non diventare famoso. Soprattutto dopo morto.

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