TamTam 03: ogni periferia ha la sua capitale

Ogni periferia ha la sua capitale
L'ultimo dei Buendìa  /   /  Di Paolo Patui

TamTam esiste ancora. TamTam resiste. Perché va oltre le formule collaudate; perché non ha paura delle parole scritte in libertà. Non è a TamTam che spetta il compito di informare. Semmai quello di creare uno spazio di incontro e scontro di dialogo e dibattito su pensieri, idee, passioni. Per questo i vecchi numeri di TamTam non sono affatto vecchi; li potete leggere ancora adesso e probabilmente ancora per molto. Li troverete incredibilmente e continuatamente attuali. Non sono legati a una moda, non sono legati all’attualità, semmai provano a cogliere una esigenza, una mancanza, un vuoto. Provano a rispondere, a riempire, a colmare. Dov’è finito il suo senso critico con cui guardarci attorno? Circondati da commemorazioni e anniversari da festival e eventi, sappiamo distinguere quelli vissuti e proposti con sincerità e originalità da quelli presentati al pubblico solo aderire alla tendenza più trendy del momento? Ciò che TamTam ha pubblicato fino adesso vale ancora la pena di essere letto e discusso e lo sarà ancora per i prossimi mesi e forse (ma speriamo di no) per i prossimi anni. E all’interno delle pagine di TamTam non troverete una linea da giustificare, ma opinioni diverse a volte nemmeno convergenti; anche quelle sempre ignorate e o sottovalute di chi ha un sacco di anni di meno e pensa in modo differente, perché differente è la sua età, la sua voglia di futuro, il suo modo di sorridere al mondo.

Questo numero tre invece guarda a questa terra “compendio dell’universo”, ma anche “confine dell’Impero”. Parla di questa terra di confine, e di periferia; racconta di questa gente che vive in Friuli, che scappa dal Friuli, che ritorna in Friuli a volte con un senso di deminutio, di sottrazione, di mancanza, perché da sempre e per sempre dalla periferia si tende fuggire e quando non lo si fa si prova a negare i tratti di un provincialismo che paiono indelebile segno di inferiorità. Ma c’è provincialismo e provincialismo. Terribile e inguaribile quello di chi per dimostrare che il Friuli non è da meno rispetto alle capitali ci spiega e spiega al mondo che di qui è passato nientepopodimeno che Napoleone, che persino Carducci è stato in Carnia, e che addirittura l’angelica Sharapova si è allenata a Caporiacco. Che è come dire che esistiamo solo nel momento in cui gli altri, le celebrità, coloro che contano passano da queste parti. Senza il loro transito (seppur effimero o casuale) non saremmo nulla e nessuno.

Quell’orgoglio è davvero quello della provincia che aspetta il riconoscimento esterno per dire “esisto”. E invece la provincia è ricca di per sé, per sua essenza, per sua struttura. Lo è in modo differente rispetto alle capitali della cultura, della moda, dell’informazione. In modo diversamente invidiabile. A chi sta stretto codesto abito vada a leggersi le analisi accurata di Mauro Daltin e Angelo Floramo, le testimonianze di Doro Gjat e di Gigi Maieron, l’appassionata testimonianza di Nada. Guardi la vignetta di Manuele Fior che tanto dice con nessuna parola. Del resto come dare torto a Chuck Palahniuk? 

“Il motivo principale per cui la gente se ne va dai paesini di provincia è perché così poi può sognare di tornarci. E il motivo per cui ci resta è per sognare di andarsene”

Chuck Palahniuk

I contenuti del terzo numero di TamTam, in edicola da mercoledì 1° giugno.

Manuele Fior per TamTam

Ai confini dell’impero (che bello)

TamTam esiste ancora. TamTam resiste. Perché va oltre le formule collaudate; perché non ha paura delle parole scritte in libertà.

Paolo Patui

Il cannocchiale rovesciato

William Least Heat-Moon, quello di Strade blu, ha saputo rovesciare il cannocchiale scrivendo un bellissimo libro di 700 pagine su una minuscola contea del Kansas, 3 mila abitanti.

Milio Bortolus

È tutta questione di grammatica

Amo la provincia. Sento di farne parte da sempre, perché ci sono nato e cresciuto. E ci vivo tuttora.

Angelo Floramo

Il decentramento ai tempi della crisi

Nel nostro territorio esiste un tessuto sociale, una rete di luoghi e comunità, da mantenere in vita, da rendere partecipi a un progetto sociale e educativo che combatta la passività.

Paolo Patui

La Terra vista dalla Luna e il maestro cresciuto fra i bambini

Le persone intelligenti e curiose sono fatte così: dal centro si spostano in periferia, non per imporre o esibire la loro saggezza, ma per conoscere e ascoltare.

Paolo Medeossi

Io, Piero Ciampi, il porto di Livorno e gli orologi di Pesariis

Per dodici giorni in Friuli ho viaggiato da un paese all’altro urlando dalla meraviglia per ogni cosa che vedevo. Circondata da una natura forte e orgogliosa che lì ho sentito amata e rispettata.

Nada Malanima

La responsabilità al pubblico

La colpa non è dell’impostore, è di chi fa la fila per ascoltare l’impostore. La gente è ciò che ascolta.

Juri Dal Dan

Hip-hop carnico, un urlo unico e diverso

Essere provinciale mi ha stimolato a migliorarmi, detto in due parole. Lo percepivo sicuramente come un handicap ma ero fortemente intenzionato a compensare i miei deficit con tutte le mie forze.

Doro Gjat

“I misteri buffi del Tiepolo e le sculture velate del Corradini”

Udine ha la sua alchimia, che brividi, da vero esoterismo, e quella Madama Velata è uno degli esempi.

Allegra Castelli

Modesta proposta di petizione per modificare il vocabolario italiano

Sensibile, perspicace, anticipatore, intuitivo, sagace, acuto, riflessivo ecc. – aggiungete l’aggettivo che meglio credete rappresenti la vostra provincia.

Flavio Santi

Orchidea bianca

Avevo percorso troppi chilometri per non essere ancora arrivato e troppo pochi per sentirmi a casa.

Alessandro Venier

Arte torna arte

Alla Tate gallery di Londra c’è una vasta parete con sopra indicati i principali artisti mondiali nel Novecento. Dei friulani due soli nomi: Tina Modotti e Luciano Fabro.

Milio Bortolus

La biografia meno provinciale

Ci sono storie belle qui da raccontare, di gente normale che non si è mai domandata cosa fosse la provincia.

Elena Commessatti

Spirito creativo e conquiste della periferia

Proviamo, ad esempio, a compilare un elenco degli scrittori del Novecento, quelli originari della regione o quelli che si sono fermati per lungo tempo, e perderemmo il conto solo con i più grandi e famosi.

Mauro Daltin

Piccola scena presa dal Centro

Mi sono immaginato un incontro con la Nanda a Udine o San Daniele o Cormons. Si sarebbe mobilitato tutto il suo popolo beat, sarebbe stato l’evento di una comunità.

Mauro Daltin

Country girls

Ora, a fidarsi risulterebbe che tutto quello che ruota intorno alla città, al centro, al fulcro sia di livello superiore, raffinato e degno di nota.

Silvia Polo

Le prove del provincialismo

Gli amici di TamTam mi hanno affidato un compito insidioso: quello di verificare il “provincialismo“ di un recente e nuovo importante edificio, sede di un egualmente importante istituto di credito.

Giovanni Vragnaz

Quando il mondo ti arriva in casa

Monfalcone non è certo una capitale e neanche un capoluogo di provincia. È una piccola città che conta meno di 30.000 abitanti, all’estremo lembo del Nord Est, con i famosi Cantieri navali e il piccolo porto Nazario Sauro.

Maria Aldrigo

Speranze e paure, i campioni siamo noi

Libri ovunque. Centinaia di pagine. Milioni di fotocopie. Fogli sparsi. Post it su tutte le pareti. In altre parole: la Maturità.

Chiara Gazziero

C’era una volta il grande concerto

C’erano una volta i grandi concerti allo stadio Friuli. Quando ancora l’impianto udinese portava fiero il suo nome intriso di memoria.

Anna Dazzan

Felci e crisantemi

Non metto in discussione il principio per cui una persona può essere più o meno legata alla sua terra, ma i friulani lo sono smisuratamente di più.

Carlo Londero

Così mia cugina paralizzò l’Italia

Io poi l’avevo pure detto che non era una buona idea far guidare mia cugina. E tutti a dire che poverina dovrà pur imparare.

Silvia Sacher

Friulani grandi f.d.p.?

Si deve essere grandi, ma grandissimi f.d.p. per tradurre la provincia e capirla? Perché la provincia in Italia è l’Italia.

Manuela Malisano

Banlieu e ghetizazion

Soi di pôc tornât da Gjapon, dulà che i fruts, une volte in etât a imparin cuarti, e ribadis cuarti, tipologjis di scriture.

Claudio Moretti

Madrelingua

L’altra sera abbiamo tirato su una discussione che non vi dico, un’autentica battaglia sul friulano. Ad ogni bicchiere mi lanciava un evviva.

Gigi Maieron

Vita di provincia: limite o libertà?

In un secolo in cui si cerca di viaggiare e raggiungere le grandi metropoli, vivere in provincia può sembrare quasi come essere rinchiusi in una bolla, relegati fuori dal mondo.

Veronica Narduzzi

About the Author

Paolo Patui insegna pur avendo ancora molto da imparare; legge e scrive LeggerMente e senza esagerare. Spera di non diventare famoso. Soprattutto dopo morto.

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