Tre quadri astratti per assenza di critica

Nel tempo di mezzo  /   /  Di Mauro Daltin

Lo scaffale

La donna entrò in libreria poco prima dell’orario di chiusura. Si avviò verso il banco informazioni e attese il suo turno come si attende alla cassa del supermercato. Dopo pochi minuti, di fronte a lei una ragazza con gli occhiali dalla montatura grossa e gli occhi sul computer disse: “Prego?”
“Il settore riviste”.
La ragazza sollevò gli occhi dallo schermo.
“Scusi?”
“Il settore riviste” ripeté la donna.
“Ad esempio?”
“Ad esempio cosa?”
“Quali riviste?”
“Riviste di letteratura, cinema, teatro, politica, cultura”.
La ragazza la guardò come si guardano le cose incredibili.
“Ha dei titoli?”
“Tempo fa c’erano Diario, Carta. Forse avete Nuovi Argomenti, Internazionale.
“Attenda”.
La ragazza digitò qualcosa al computer. Poi rialzò la testa e sorrise.
“Se trova qualcosa, lo trova nell’ultimo scaffale in basso, vicino alla porta d’uscita sul retro. Accanto alla poesia, dopo lo sbarramento dello scaffale di tutti i titoli citati da Fabio Fazio. Sa, vanno come il pane, quelli”.
La donna prese a camminare lungo scaffali pieni di libri di ogni genere. Poi arrivò davanti alla gigantografia di Fazio e Gramellini che si abbracciavano. Superò quel muro e proseguì per un tempo che le parve lunghissimo. Vide la porta d’uscita rossa con i maniglioni antipanico. Lì accanto comparve un vecchio Neruda e, a fianco a un Raboni ingiallito, giaceva una copia sgualcita di Latinoamerica del 2003.

 

 

 

Il suicida

Il ragazzo amava i libri. Leggeva tutto quello che trovava. Poi, ad un certo punto della sua vita, attorno ai venticinque anni, gli venne il desiderio di approfondire, curiosare dietro le quinte di quello che leggeva, capire se altri la pensavano come lui, sapere che cosa ne dicevano i critici, quelli che avevano studiato un autore nel profondo, i giornalisti specializzati, altri scrittori.
Si sedette al computer e digitò su google “critica letteraria” (gli parve la cosa più logica) e comparvero di incanto 1.020.000 risultati in 0,34 secondi.
Pianse. Pianse perché capì che lì dentro c’era proprio tutto, quello che cercava e quello che nemmeno si immaginava di trovare. Tremante, cliccò sul primo sito e iniziò a leggere. Lesse per giorni interi, senza andare a dormire, senza mangiare nulla. Lesse recensioni, interviste, consigli, commenti. Sfinito, cliccò sul secondo sito della lista prima di crollare in una dormita lunga due notti. Si riprese e ricominciò senza soste fino ad ammalarsi. Gli proibirono di leggere altro, ma lui continuò finché non cadde dal settimo piano. Nella mano destra teneva saldo il computer portatile connesso con wi fi al trentasettesimo sito nell’elenco. Nella mano sinistra stringeva “L’uomo senza qualità” di Musil. Volume I. Edizione Einaudi. Crollò a terra dopo un volo di 2,34 secondi. In tasca un biglietto: “Ho trovato tutto. Ho trovato niente”.

 

 

 

I numeri

Il giovane giornalista, al termine della conferenza stampa di chiusura del Grande Evento, inseguì il Direttore Artistico fino all’entrata del bagno. Tremava dall’emozione di trovarsi di fronte a lui. Il Direttore Artistico si fermò, quasi infastidito.
“Serve qualcosa?”
“Solo due altre battute”.
“Va bene, veloce però”.
“Può dirci il segreto?”
“Di cosa?”
“Del vostro strabiliante successo”.
“Il lavoro e le idee. E la quantità mostruosa di eventi e repliche, ma quest’ultima cosa non la scrivere”.
“Anche quest’anno avete avuto il record di pubblico. Ormai sono 15 anni che battete tutti i record”.
“Quelli sono numeri”.
“In che senso?”
“Sai, ci sono i numeri della questura e quelli degli organizzatori, ma non scriverlo” rise il Direttore Artistico mentre si stava slacciando i pantaloni.
“Ma su tutti i giornali ci sono questi numeri. È stato un grandioso successo, a leggere gli articoli”.
“Paghiamo bene l’ufficio stampa, sai. Cosa credi, ragazzo?” e il Direttore Artistico aprì la patta e pisciò abbondantemente contro il muro.

 

L'uomo senza qualità

di Robert Musil.

 
About the Author

Narratore, editor, viaggiatore. Scrive per raccontare storie e geografie, legge per necessità di vivere tempi e dimensioni altre.

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